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La mia collezione di scoiattoli


Oggi avevo voglia di un post poco impegnativo quindi ho deciso di mostrare la mia collezione di scoiattoli. Sono animaletti simpatici a tutti, credo.

Tra l’altro pensare agli scoiattoli mi fa sempre venire in mente un libro di Stefano Benni, e cioè Terra!. Nel romanzo si parla della creazione e di come topi e conigli, inizialmente molto simili, fossero poi stati resi così diversi (i primi brutti e odiati, i secondi belli e amati). E siccome io sono uno preciso e i conigli non sono proprio dei roditori, mi piace ripensare alla stessa storia sostituendo gli scoiattoli ai conigli.

Insomma ho un po’ divagato, ma così ho potuto parlare, anche se molto brevemente, di un autore italiano che trovo geniale.

Ah la collezione è solo virtuale, fatta di immagini prese in tre diversi continenti: Africa, Europa e America del Nord.

Finlandia - Scoiattolo Scioattolo - St. Moritz (Svizzera) 20060911_085545 20110805_131138 20110805_155152 20110806_103341 20110806_125635 20110807_194931-1 20110808_153650-1

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Di’ che sei una di loro – Uwem Akpan


Questo è il libro più triste che io abbia mai letto. È una raccolta di racconti, e ognuno è un pugno nello stomaco.
Anche questa è l’Africa.
I racconti narrano di alcune delle vicende più atroci della recente storia di quel continente. Sono frutto della fantasia dell’autore, ma purtroppo tragicamente verosimili.
Io lo consiglio assolutamente (5/5), però lo eviterei durante periodi di scarsa forma psichica…

Sulla strada


Ho iniziato a leggere Sulla strada nel 2008, se mi ricordo bene, e devo ancora finirlo. Ogni tanto leggo 10-20 pagine (come oggi), poi ci do su. Non è proprio fluido, da leggere. Però è geniale. E contiene delle frasi che sono illuminanti. Ne cito due.

“[…] ci sono troppe cose che mi piacciono e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra fino allo sfinimento. Questa è la notte, ecco cosa ti fa.”

“Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché arriviamo.”
“Finché arriviamo dove, amico?”
“Non lo so ma dobbiamo andare.”

Mille splendidi soli – Khaled Hosseini


Il libro racconta le vite di due donne afghane, Mariam e Laila, da quando sono bambine fino ai giorni nostri. Attraverso di loro, Hosseini ci giuda attraverso le vicende che la sua nazione ha vissuto a partire dagli anni ’70, una nazione devastata dagli effetti della guerra e dell’estremismo (quasi citando le parole dell’autore).

Il mio giudizio complessivo sul libro, assolutamente personale e senza pretese, è molto buono (4/5), tanto che mi ha fatto venire voglia di visitare quel paese così ricco di storia e dalle incredibili bellezze naturali. E chissà, magari un giorno…

Comunque… Devo ammettere che all’inizio sono rimasto un po’ deluso dall’uso del linguaggio, che trovavo eccessivamente scolastico. Detto che è comunque difficile capire a fondo questi aspetti in un testo tradotto da un’altra lingua, devo aggiungere che in realtà quello stile si sposa perfettamente con il racconto di vite semplici, e anzi ne aumenta la forza.

L’unica vera critica che mi sento di fare riguarda il finale, che ho l’impressione sia un po’ “tirato via” rispetto allo svolgimento, che ho trovato molto intenso, a tratti commovente. Ma il più era già fatto, tanto che credo non sia un difetto così grave.

Consigliato!