Quando feci i cosiddetti “due giorni”, cioè la visita militare che doveva determinare se ero abile all’arruolamento per la leva obbligatoria, mi fu sottoposto un questionario dove c’erano due domande che avevano tutta l’aria di essere un trabocchetto: “ti piacciono i fiori?” e “disegneresti dei fiori?”.

A me i fiori piacevano, e decisi che dire la verità è sempre la cosa migliore. E infatti venni convocato dallo psicologo che volle determinare se per caso avessi non meglio specificati “problemi”. Alla fine decise che no, non avevo problemi, e potevo essere tranquillamente arruolato.

Arruolato è una parola grossa, in quanto poi optai per il servizio civile. Spesi quell’anno (uno dei più belli della mia vita) presso l’Unione Italiana Ciechi.

I fiori mi piacciono ancora, ed è questo il motivo per cui stamattina i vicini mi hanno probabilmente notato mentre mi aggiravo per il giardino con la testa ficcata nelle piante. Ecco alcune delle foto che ho fatto.

20130602_104526 20130602_104834 20130602_104854-1 20130602_105302 20130602_105516-3

Annunci

10 pensieri su “

  1. tramedipensieri

    Come si fa a non apprezzare i fiori…?
    Questi che hai fotografato sono bellissimi, la seconda immagine è particolarmente bella…e poi l’ultima..sarà che adoro il giallo..
    Il servizio civile svolto in questo modo penso sia molto più formativo di qualsiasi altro…

    buona giornata
    .marta

    Rispondi
    1. Daniele Autore articolo

      Ah guarda, non lo so quali fossero i criteri di “normalità” in quelle visite.
      Grazie mille, molto del merito va ovviamente ai fiori stessi.

      Rispondi
    1. Daniele Autore articolo

      Sarei d’accordo.
      Se non fosse che la salvezza veniva barattata con una dichiarazione di “inabilità al servizio militare” magari per omosessualità. Ti marchiavano. Roba che oggi farebbe paura (fortunatamente ci siamo evoluti, almeno un po’).
      Ma la colpa non era dei fiori, ovviamente.
      La tua idea comunque è suggestiva.

      Rispondi
  2. Paolo Zardi

    Ricordo anch’io le bizzarre domande sui fiori. “Vorresti fare il fioraio?” “Sogni mai i fiori?”. Credo che fossero stati pensati in America, negli anni cinquanta, e che puntassero a scovare quelli che non avevano capito che manifestare apprezzamento per i fiori veniva considerato strano da chi preparava i test… o erano proprio stupidi?
    ps buffo, io ricordavo di avere fatto “tre giorni”, non due. Nelle attese, lunghissime e inutili (assaggio di quello che sarebbe stato il militare poi), lessi alcuni racconti di Gogol, tra i quali “Il naso” e “Il cappotto”, che un compagno più previdente mi aveva prestato: posso quindi dire di non aver sprecato proprio tutto il tempo!

    Rispondi
    1. Daniele Autore articolo

      Io facevo le superiori, e ricordo quei “due giorni” come un diversivo alla vita scolastica. Però devo ammettere di avere anche ricordi di sensazioni non sempre positive.

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...