Archivio mensile:aprile 2013

Reportage fotografico a parole / 5


In attesa che l’amico Kamal trovi la sua strada…

Lake Albert (Uganda) - Martinpescatore

Ieri sera siamo andati a letto presto: eravamo stanchi per il viaggio; inoltre non avere la corrente elettrica ti porta a vivere seguendo i ritmi del sole.

Fuori sta albeggiando e i versi degli uccelli mi svegliano, oppure è il russare di Lorenzo che dorme alla mia sinistra, nella piccola tenda ad igloo.

Mi infilo qualcosa ed esco, l’aria è ancora fresca ed il cielo, se guardo verso l’alba, è giallo. Centinaia di uccelli sorvolano il lago per nutrirsi dei milioni di insetti di ogni tipo che svolazzano sulle sue acque.

Un martinpescatore, ad una ventina di metri da me, sbatte le ali per mantenere la stessa verticale. Aspetta che un pesce si avventuri troppo vicino alla superficie per tuffarsi e catturarlo.

Leoni molto lontani si chiamano.

Il sole spunta oltre il lago e le montagne; a queste latitudini sale con un movimento percettibile. L’aria inizia presto a scaldarsi.

È ora di preparare la colazione.

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Mozambico


Questo non vuole essere un reportage di viaggio, né una collezione esaustiva di immagini del paese; è semplicemente un insieme di forme e di colori che mi hanno emozionato.

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Reportage fotografico a parole / 4


Avrei voluto continuare con il racconto “La lampada di Ronaldo”, ma in questi ultimi 10 giorni ho avuto pochissimo tempo da dedicare al blog, tra i vari festeggiamenti per Pasqua (molto pagani per quanto mi riguarda) e i preparativi per il viaggio in Mozambico. Non voglio nascondere i miei meschini sentimenti: tengo a citare il viaggio per generare in tutti i lettori una MOSTRUOSA invidia.

Quello che mi posso concedere è un reportage fotografico a parole. Questa volta siamo a Varsavia, sotto Natale.

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Stare Miasto, cioè la città vecchia. Che poi non è così vecchia. È la ricostruzione di come appariva prima della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale la città fu praticamente rasa al suolo.

Imbocchiamo una via stretta che parte dalla piazza Rynek Starego Miasta e va verso nord-ovest. La temperatura è rigida: qualche grado sotto lo zero e io ho le mani e i piedi praticamente insensibili.

Alla mia sinistra vedo però una vecchia bilancia, rossa, di quelle con la tabella altezza-peso. Mi tolgo i guanti per fotografarla, faccio qualche scatto poi alzo la testa. Noto una vecchia che arriva dalla piazza. Porta un sacchetto della spesa nella mano destra e la borsa in quella sinistra. È vestita con un lungo cappotto scuro e si ripara la testa con un foulard. Cammina spostando goffamente il peso sulle gambe.

Mi giro di 180 gradi mentre la donna mi passa alle spalle, in modo da averla davanti. La voglio fotografare. Lei gira a destra dentro ad un arco che dà su di uno stretto vicolo. Cammina radente al muro, quindi scompare dalla mia vista non appena supera l’arco. Un attimo prima che succeda faccio lo scatto migliore.