Il discorso del Presidente


Ultimamente ho visto e ascoltato Obama durante il suo discorso sullo stato dell’Unione. Trovo Obama davvero molto carismatico e autorevole. Fossi un americano mi sentirei in buone mani.

Invidio un po’ il suo stile e la sicurezza con cui parla, ed è forse per questo che ieri, durante le consuete abluzioni mattutine, mi sono scoperto a recitare la parte del Presidente che fa un discorso alla nazione. Era un discorso grottesco, ma io cercavo di esporlo assumendo espressioni di massima serietà.

Ho memorizzato, se non le parole che stavo usando, almeno i concetti. E così ora li ho buttati giù ed ho anche deciso di pubblicarli.

Il discorso del presidente

Concittadini.
Concittadine.
Mi trovo oggi, davanti a voi, qui con voi, a parlare di qualcosa che nessuno di noi si sarebbe mai immaginato potesse accadere.
È vero, la storia dell’umanità, la nostra storia, nei tempi remoti come in quelli recenti, è un susseguirsi di lotte sanguinose e di guerre. È una storia di stermini. È una storia di morte inflitta all’uomo per mano dell’uomo.
Le nostra civiltà, tutte, senza distinzione di religione, o di razza, o di colore della pelle, nel corso dei secoli e dei millenni, si sono scontrate per la terra. Si sono scontrate per l’ideologia. Si sono scontrate per la pazzia dei loro leader.
Tuttavia nessuno di noi, oggi, nemmeno nei suoi peggiori incubi, avrebbe mai pensato che la decisione di un singolo avrebbe potuto scatenare una tale catastrofe planetaria.
Come sapete, cari concittadini, il nostro paese è stato duramente colpito. È stato colpito al cuore, laddove milioni di noi vivevano e lavoravano. Laddove milioni di noi inseguivano i loro sogni. Laddove milioni di noi producevano benessere, per sé stessi e per gli Stati Uniti d’America.
Vedete… quando sono stato eletto voi mi avete consegnato la vostra fiducia e mi avete dato il compito, cari concittadini, di usarla per guidare questo paese con giustizia e con onore.
È un compito che ho sempre cercato di svolgere con umiltà, pensando al bene collettivo per perseguire quello dell’individuo.
Ed è precisamente per questo motivo, il bene della collettività, che ho deciso che un atto di brutale aggressione come quello che la Cina ha perpetrato nei nostri confronti non possa rimanere impunito. Se così fosse nessuno di noi sarebbe mai più al sicuro, perché quello che dimostreremmo davanti al mondo è debolezza.
E noi non siamo deboli, noi siamo gli Stati Uniti d’America! (pugno sul leggio)
In questo momento quattro sottomarini classe Ohio di stanza nel Pacifico stanno lanciando un totale di 96 missili Trident D5, ognuno equipaggiato con un massimo di 8 testate nucleari.
Ogni città cinese verrà rasa al suolo da una tempesta di fuoco, che lascerà dietro di sé…

DRIIIIIIIIIIIIIIIIN!

Cazzo, l’ora d’aria…

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