Le cavallette sono solo un po’ dure


Il racconto che segue, che ho scritto l’estate scorsa, è una specie di favola e quindi non va preso troppo seriamente.
Per entrare nell’atmosfera giusta cito una frase che Douglas Adams ha scritto in Guida galattica per gli autostoppisti; la trovo molto simpatica.

Ho fatto qualcosa di male oggi – domandò – o il mondo è sempre stato così e io ero troppo rinchiuso in me stesso per accorgermene?

Le cavallette sono solo un po’ dure

Pietro era un giovane gabbiano. Un bel gabbiano che non aveva ancora perduto tutte le piume giovanili, più scure dell’immacolata livrea della maturità. Non aveva nulla che non andasse, Pietro, solo che aveva paura di volare.
Alla sua età ormai tutti i gabbiano volano da tempo, e pescando i succulenti pesci nelle fredde acque schiumose che Pietro vedeva oltre la battigia. Lui, invece, si accontentava di piccoli insetti dal guscio coriaceo e qualche viscida lucertola.
Gli andava bene così, lì sulla spiaggia si sentiva al sicuro, con sue le zampe palmate ben piantate nella sabbia. Forse a volte si annoiava un po’, mentre i suoi simili, lassù nel cielo così luminoso che faceva fatica a vederli, volteggiavano felici. Però cosa vuoi, meglio non correre rischi inutili. Cibo ne aveva, e il suo nido, dopotutto, era uguale a quello degli altri. Non era questo gran sacrificio.
Tra i gabbiani Pietro era considerato simpatico, gli altri mica stavano male con lui, solo che più o meno tutti gli dicevano che doveva sbrigarsi, che non si era mai sentito di nessun gabbiano che, perse le ultime piume grigie, non avesse ancora fatto il suo primo volo. In realtà Pietro un volo l’aveva fatto.
Era stato davvero emozionante, ed era proprio uno spettacolo magnifico Pietro, con le sue grandi ali a fendere la fresca brezza salmastra, lassù tra il sole e il mare. Era davvero un eccellente volatore.
Ma poi l’aveva preso una paura tremenda, e così era subito tornato sulla spiaggia. Si era di nuovo chiuso nel suo guscio: un mondo tutto suo dove i gabbiani non volano.
Gli anni passavano e le piume grigie erano solo un ricordo. I suoi amici di quando era giovane erano ormai tutti migrati in luoghi dai nomi esotici – Felicità, Serenità, Amore – dove le sardine erano talmente abbondanti da fare ribollire l’acqua in superficie. Anche Tino, il suo migliore amico, dopo averlo aspettato tanto, era volato lontano.
Lui invece era sempre lì, sulla sua spiaggia sicura e un po’ noiosa, a mangiare cavallette, insieme agli altri quatto o cinque vecchi gabbiani fifoni come lui.
Però il guscio cominciava a mostrare qualche crepa, e Pietro si chiedeva sempre più spesso se non fosse stato meglio seguire il suo istinto di gabbiano, affrontando i pericoli e le emozioni del volo.
Ogni volta che questo pensiero gli si formava nella mente, beh lui lo ricacciava indietro con rabbia. Ma il pensiero tornava insistentemente a tormentarlo, e un giorno Pietro si arrese. Decise che era venuto il momento di spiegare le sue belle ali e di raccogliere tutto il coraggio che aveva. Mise il becco contro il vento che veniva dal mare, e decollò.
Non fu nemmeno troppo difficile. I gabbiani sono fatti per volare, dopotutto. Pietro prese il volo, andò in alto, sempre di più, fino al punto in cui i vecchi gabbiani fifoni, laggiù sulla spiaggia, non sembravano che puntini bianchi.
Dopo qualche giro intorno, avanti e indietro, Pietro si rese conto di non conoscere nessuno dei giovani gabbiani che volavano intorno a lui. Certo, lo salutavano con educazione, ma anche con un certo distacco. “Che tristezza”, pensò Pietro, “cosa ci faccio io quassù in mezzo a questi sconosciuti?”.
Mosse abilmente le lunghe penne delle ali e puntò a terra. Dopo pochi secondi era di nuovo giù, sulla sabbia.
“Sono troppo vecchio per certe cose”, concluse Pietro, “tanto vale starmene qui. In fondo le cavallette sono solo un po’ dure”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...